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A differenza della comune opinione pubblica che, erroneamente e banalmente, pensa alla cannabis come ad un qualcosa di non salutare, mentre allo sport come un attività utile al benessere psico-fisico di una persona, associare dunque questi due “elementi” in modo positivo potrà sembrare non realistico.

In realtà da tempo, ma in particolare negli ultimi anni in maniera più ufficiale, la cannabis con le sue proprietà viene consigliata come coadiuvante all’esercizio fisico soprattutto a livello professionistico dove i carichi sono notevoli. Difatti in particolare il cannabidiolo (CBD) offre grandi aiuti specialmente in fase di recupero dopo sessioni intense di allenamento e prestazioni sportive molto stancanti, in quanto rilassante naturale per i muscoli ed aiutante anche per chi dovesse soffrire di insonnia, il sonno di fatti è parte fondamentale per un recupero ottimale.

In particolare negli Stati Uniti già atleti affermati e noti si sono esposti, forse aiutati indirettamente da governi statali che hanno regolamentato anche l’utilizzo non solo terapeutico ma anche ricreativo, mentre a livello italiano ancora non ci sono stati testimonianze particolarmente importanti ma qualcosa anche qui da noi si sta muovendo.

Da citare l’ex giocatore di football americano della NFL Kyle Turley che, in seguito a vari infortuni e problemi fisici con conseguente utilizzo di anti-infiammatori di vario genere, ha trovato aiuto nella cannabis a livello fisico e psicologico tanto da fondare una propria linea di prodotti a base di CBD.

Un enorme passo in avanti per cannabis e sport è stato fatto nel 2018 dall’Agenzia mondiale antidoping (WADA), che ha dichiarato per iscritto che il CBD non è più una sostanza vietata, anche se il problema doping esiste sempre.

Da qui si spera nella scelta di soluzioni naturali, come la cannabis, a determinati problemi di atleti professionisti e amatori senza ricorrere a prodotti di dubbia provenienza e spesso che portano a dipendenze non salutari.